Martedì, Maggio 22, 2012
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Intervista

Un'intervista personale con Jacque Fresco

C'era qualcosa di specifico che ha vissuto e che le ha fatto per primo cominciare a pensare a stili alternativi di vita o si trattava più di una raccolta di esperienze?

Vivere durante la Grande Depressione 1929 ha contribuito a formare la mia coscienza sociale. Durante quel periodo, ho inteso che nonostante tutto la terra era ancora lo stesso posto, gli impianti di produzione erano ancora intatti e le risorse erano ancora lì, ma la gente non aveva i soldi per comprare i prodotti. Ho dedotto quindi che le regole del gioco a cui stiamo giocando, sono ormai superate e dannose. Per questo ho iniziato una ricerca lunga una vita, che ha come risultato le conseguenti conclusioni e progetti presentati nel Venus Project.

Le condizioni di miseria, di sofferenza, di guerra e i profitti tratti da quest'ultima, sono stati lo stimolo e l'ispirazione per il mio lavoro. Sono stato anche motivato dalla apparente incompetenza dei governi, del mondo accademico, e la mancanza di soluzioni da parte degli scienziati. Molti falliscono da generalisti a causa della loro eccessiva specializzazione riguardante solo aspetti limitati dei problemi sociali. Scienziati, politici e accademici vedono i problemi dall'interno del sistema in cui sono, ma è il sistema ad essere il responsabile dei problemi in primo luogo. Sono deluso da chi si preoccupa di altri pianeti terraformazione, mentre il nostro è ancora pieno di guerre, povertà, fame e degrado ambientale.

Lavorare con tossicodipendenti, alcolisti, ei cosiddetti delinquenti minorili di New York mi ha convinto del fatto che, invece di lavorare sui singoli individui, il metodo più efficacemente funzionante in larga scala è in primo luogo, lavorare sulle condizioni sociali che creano i comportamenti disfunzionali di queste persone.

Riesce a ricordare il suo primo vero momento da progettista?

Sì. Quando avevo circa 13, uno dei miei famigliari rimase con la mano presa in un ventilatore di metallo mentre era acceso. Questo mi portò a progettare un ventilatore con pale in gomma o tessuto. Presentai il progetto ad alcune aziende, ma non mostrarono alcun interesse. Poco dopo, il prodotto uscii sul mercato. Questa fu la mia prima esperienza nel mondo degli affari.

Una volta, a 10 anni, progettai una candela particolare per una setta religiosa di New York City. Non essendo autorizzati ad esporre una candela fuori casa come simbolo nei loro giorni festivi, ne progettai una che si autoconsumasse entro un lasso di tempo da loro richiesto. Conometrai la velocità di combustione della candela per le quantità di tempo necessarie. Per cui tagliai lo stoppino in diversi punti della candela, che era correlato con tempi diversi, e tirai fuori il lucignolo rimanente dal fondo della candela.

allora, Signor Fresco, si denota nel suo lavoro una grande fiducia nei cambiamenti, ed una grande positività verso cose che sembrano impossibili o, quanto meno, possibili in un futuro lontano (come la previsione della colonizzazione del mare), ciò che mi chiedo è: da dove prende questa grande fiducia nelle sfide?

Lavorando nel settore aeronautico ho imparato molto sugli aerei che si muovono in tre dimensioni e sottoposti a una vasta gamma di sollecitazioni. È stato fondamentale considerare molte cose che differiscono da strutture statiche sulla terra. Vi sono state molte sfide come semplificarne il design, eliminando cospicui sprechi, ottenendo il massimo delle prestazioni con un minimo dispendio di energia.

Un altro fattore che ha incoraggiato il mio ottimismo nel risolvere i problemi si verificò durante la seconda guerra mondiale, quando gli Usa spesero miliardi di dollari per le armi di distruzione di massa nel Progetto Manhattan. Il costo non fu un problema, è stato infatti uno dei progetti più grandi e meglio finanziati durante quel periodo. Realizzai che le stesse energie spese nel Progetto Manhattan potrebbero essere canalizzate per migliorare e aggiornare il nostro modo di vita, e per raggiungere e mantenere il rapporto ottimale simbiotico tra natura e umanità. Se siamo disposti a spendere quella somma di denaro, di risorse e di vite umane in tempi di guerra, dobbiamo chiederci perché non impegnare risorse pari a migliorare la vita di tutti e ponendo come priorità le esigenze umane per il futuro in tempo di pace.

Quando gli scienziati furono chiamati a risolvere problemi di natura militare, le risposte a tali problemi furono immediatamente trovate. Questo mi ha dimostrato la capacità della scienza e della tecnologia di risolvere i problemi quando opportunamente organizzate e finanziate, ed è vergognoso che questi metodi non siano applicati alla soluzione di problemi sociali su scala globale.

Ed è altrettanto vergognoso, che miliardi siano spesi per progetti spaziali riguardanti pianeti disabitati terra-forming per renderli abitabili mentre il nostro pianeta è trascurato e la terra, il mare e l'aria inquinati.

Nel mio lavoro io non tento di predire il futuro. Io sto solo sottolineando quello che è possibile con l'applicazione intelligente e l'uso umano della scienza e della tecnologia. Questo non richiede agli scienziati di gestire la società. Quello che suggerisco è applicare i metodi della scienza al sistema sociale per il beneficio del genere umano e l'ambiente.

Una rapida occhiata al Suo curriculum mostra che Lei sia una persona di gran lunga ingegnosa, avendo lavorato in settori vari e diversi tra loro. Quando ha cominciato ad impegnarsi con Human Factors Engineering e nell'elaborazione sulle prospettive della capacità umana?

L'ho fatto prima che fosse una professione riconosciuta. E' cominciato come un approccio per fare diventare le procedure manuali più efficienti con l'ausilio della atecnologia. Ben presto, hanno cominciato ad ottenere una produzione maggiore con meno persone ed in tempi più brevi, e mi sono quindi reso conto dei vantaggi che aveva l'industria senza però curarsi delle persone, cosa che mi metteva a disagio.

Cosa ne pensa: i più grandi cambiamenti del mondo saranno in un futuro vicino o lontano?

Abbiamo la tecnologia per costruire un paradiso sulla terra a livello mondiale, ed al tempo stesso, abbiamo il potere di porre fine alla vita come noi conosciamo. Io sono un futurista. Non posso prevedere il futuro reale - ma solo ciò che può essere la terra, se usassimo le sue risorse in maniera intelligente. Potrei essere diverso da altri futuristi, perchè io lavoro su cianografie e motodologie che permettono una società globale sostentabile e in cui tutti avrebbero un tenore di vita migliore con più libertà ed opportunità. Se lavoriamo per questa nuova società globale, saremo in grado di liberare il mondo dalla fame, dalla guerra e dalla povertà - un mondo che l'umanità non è mai riuscita a raggiungere nel corso della storia. Se la civiltà continua il suo corso attuale, continueremo semplicemente a ripetere gli stessi errori nuovamente.

Lei sostiene che siamo in grado di superare i problemi costanti del mondo, come la guerra, la povertà e la fame. Come è possibile? State elaborando delle soluzioni riguardanti questi problemi?

Il lavoro della mia vita intera e delle alternative di progettazione sociale sono tutte soluzioni a questi problemi. Non è solo lavoro per mascherare o rimandare i problemi che abbiamo di fronte, ho sempre lavorato su proposte che eliminassero le cause e le condizioni responsibli di questi problemi in primo luogo. Per rispondere correttamente a questa domanda richiederebbe vari volumi. Posso solo raccomandare il mio libro The Best That Money Can't Buy. Albert Einstein una volta disse: "Non possiamo risolvere i nostri problemi con il pensiero stesso che abbiamo usato quando li abbiamo creati".

Lei è stato paragonato a DaVinci. Come ci si sente? Questo La fa sentire sotto pressione per soddisfare queste aspettative?

Non penso per niente a questo paragone. Io non mi sento sotto pressione per soddisfare aspettative diverse da quelle che sono a mia disposizione. Se la gente sostiene il progetto, poi si verificherà. Se non riescono a farlo, continueremo con i nostri problemi attuali. Non spetta a me. Tutto quello che sono capace a fare in questo momento è presentare una possibile alternativa. Il futuro sostentamento della nostra specie dipende dalle azioni che intraprendiamo oggi.

Penso di avere vantaggi superiori di quelli di Da Vinci come l'accesso a più informazioni, materiali, e metodi.

Lei è ottimista o pessimista riguardo al futuro?

Nessuno dei due. Non dipende solo ed esclusivamente da me. Faccio tutto quello che posso per aiutare la realizzazione di un futuro positivo che eliminerebbe molti dei problemi che il mondo è costretto ad affrontare attualmente.

C'è qualcuno in particolare che vorrebbe incontrare?

Qualsiasi persona, gruppo o nazione, che contribuiranno a promuovere o patrocinare il Venus Project.

Perchè autodidatta?

L'istruzione nel mondo accademico non sottolinea quello che penso siano punti essenziali. Mi interessava l'ampia gamma di connessioni delle scienze fisiche all'interno tra loro, ma gli studi formali isolano ogni ramo della scienza. Ho quindi studiato da solo per integrare le discipline separate in un insieme sinergico al fine di applicare la scienza e la tecnologia alla soluzione dei problemi globali.

Ha qualche eroe prersonale?

Devo molto a persone che hanno contriubuito alla visione di molte discipline. Persone come Giulio Verme, Edward Bellamy, Howard Scott, Thorstein Veblen, H. G. Wells, Sir Jagardis Chunder Bose, Alfred Korzybski, Walter B. Cannon, Stewart Chase, Clarence Darrow, Arthur C. Clarke, Mark Twain, Jacque Loeb, Carl Sagan e molti altri, sono troppo numerosi per menzionarli tutti.

Qualsi sono stati i momenti culminanti della Sua vita fin'ora?

La cosa più bella è l'interesse mostrato nei confronti del Venus Project da persone di tutto il mondo attraverso internet, riviste, libri, documentari, ecc.

Una "previsione" non è sufficiente per il futuro, abbiamo bisogno di una "visione". Qual è la differenza fra loro?

La prospettiva per me è basata sulle speranze, i desideri e gli obiettivi dei singoli, ma senza un progetto concreto, non è molto più che fantascienza. Una costruttiva "visione" richiede una metodologia per raggiungere l'obiettivo di un futuro sostenibile. Il progetto deve includere progetti per l'istruzione, assistenza sanitaria, alloggi, pianificazione urbanistica, trasporti, fonti pulite di energia, ecc.

Quali progetti per il futuro la entusiasmano e quali la spaventano?

Per ciò che mi entusiasma per il futuro sono i risultati fantastici raggiunti tuttavia ancora inimmaginabili per molti, e la possibilità di un'unificazione globale. Ciò che mi spaventa per il futuro è la nostra attuale incapacità di usare la nostra tecnologia in maniera costruttiva ed intelligente.

Come appare il suo processo di progettazione? Come ha comiciato a lavorarci?

In primo luogo mi sono chiesto che cosa spero di realizzare e qual è l'approccio più semplice per un dato problema. Con l'approccio più semplice, intendo quello dato gli strumenti e dalle informazioni disponibili; ad esempio de dovessi progettare l'aereo meno costoso, utilizzando meno materiali possibili, con massima potenza, ed un ampio margine di sicurezza, Sceglierei un'ala volante. L'ala volante elimina fusoliera, la coda, il timone e lo stabilizzatore. I passeggeri sono seduti all'interno dell'ala. Ho disegnato molte variazioni di ali volanti nei primi anni 1930.

La progettazione sociale deve essere basata sulla capacità di carico delle risorse della Terra e non sulla filosofia, i desideri, l'estetica, o i vantaggi di gente particolare. Per esempio, il disegno delle città circolare si basa su una spesa minima di energia, per ottenere il massimo guadagno sociale. L'architettura, quando intelligentemente progettata, userà sempre la minor quantità di materiale per la struttura più sicura e più efficiente possibile. Come i materiali di migliorano e cambiano, così avverrà per l'architettura e il design delle città. Ciò non porrà limiti ai possibili vantaggi, al contrario, aumenterà la quantità dei servizi e dei beni di disponibili a tutti.

C'è attualemte un campo o una disciplina in particolare che Lei trova più promettente al fine dello sviluppo tecnologico? Architettura? O forse la scienza e lo studio dei materiali?

Il mio punto di vista è da generalista che incorpora tutti i fattori necessari per sostenere una civiltà tecnicamente molto avanzata.

Quanto ha fatto la tecnologia per offrirle la possibilità di credere nell'oggettivazione delle sue visioni e come, nella sua carriera, ha vissuto (e continua a vivere) l'evoluzione concettuale, frenetica e formale di questa tecnologia?

La tecnologia mi ha fornito le formule e metodi per la soluzione dei problemi in vari campi dello spettro sociale. Mi sono sempre posto problemematiche riguardanti vari settori come quello aereonautico, medico, plastico, abitativo, dello sviluppo energetico, cinematografico, degli studi futuri, ecc.

Il Suo lavoro è davvero ampio e copre molti campi come il disegno, i modelli in piccola scala, grafica 3D, architettura, scrittura, cinematografia ed ingegneria; mi piacerebbe sapere, come adopera le caratteristiche di tutti questi strumenti?

Utilizzo tutte queste discipline per la progettazione ambientale usando i mezzi attuali e disponibili per soluzioni globali e sociali, ma io non guardo alle mie soluzioni e ai miei progetti come se fossero il raggiungimento dell'ultima frontiera.

Prima di tutto, come si può descrivere il futuro e la progettazione di esso?

Sviluppiamo la probabile direzione che il futuro prenderà estrapolata dagli sviluppi di oggi, dalla tecnologia e dalle tendenze. Includiamo anche un nuovo approccio umano ai nostri propositi ambientali e sociali.

E' sufficiente per iniziare un progetto, immaginare il suo più importante punto di partenza?

No, immaginare non è il più importante punto di partenza. La cosa più importante è l'essere specifici, e non solo immaginare, al contrario, bisogna basare il progetto sulla scienza e la tecnologia di oggi, e applicarle al benessere di tutta l'umanità e alla protezione dell'ambiente. Tutto questo è in netto contrasto con semplici desideri, aspirazioni, o nozioni filosofiche.

Come valuta il concetto di robot per il futuro? Come mostrano i film fantascientifici, tutto sarà realizzato da robot. Secondo Lei, sarà tutto diverso da oggi, o sarà ancora l'uomo il fattore più efficace?

I film di fatascienza sono raramente realizzati da altristi e scrittori qualificati per illustrare e descrivere gli sviluppi tecnologici, in particolare quelli applicati al sistema sociale. Molti esprimono paura verso la tecnologia, e mancano di una profonda conoscenza del potenziale dell'uomo attraverso gli sviluppi della tecnologia. Le tecnologie sono semplicemente estensioni delle capacità umane.

Nei paesi tecnologicamente avanzati, l'industria e i militari assegnano sempre più potere decisionale a macchine tecnologiche. Le macchine non ci sopravaricheranno, ma eventualmente saranno a loro assegnati dei compiti. Le macchine di oggi possono elaborare milletrillioni di informazioni al secondo. Nessun uomo ha questa capacità. Nel prossimo futuro, il funzionamento e la messa in atto di una società globale sarà troppo complesso da gestire per qualsiasi gruppo di esseri umani per sofisticato che possa essere.

Questo è il motivo per cui ho urgente avvocato che la società utilizzi la cibernetica non solo per la tabulazionamenti e la misuramenti, ma anche per elaborare le informazioni vitali e gestirle per il bene di tutta l'umanità. Solo i nostri computer più sofisticati sono in grado di memorizzare, ordinare, e smistare i dati necessari per formulare analisi e soluzioni eque e sostenibili riguardanti lo sviluppo e la distribuzione delle risorse su scala globale.

Gli scrittori più visionari e futuristi del XX secolo, avrebbero avuto difficoltà ad accettare la possibilità di sostituire i chirurghi, ingegneri, top management, piloti di linea, e altri professionisti con i robots. Non è più impensabile che le macchine un giorno potrebbero scrivere romanzi o poesie, comporre musica, ed col tempo superare l'uomo nel governo e nella gestione degli affari del mondo.

Questo non riguarda la moralità e l'etica della partecipazione umana, ma è una chiara descrizione di futuri sviluppi tecnologici.

Attualmente stiamo usando questa informazione in modo efficace?

No, non siamo ancora abbastanza saggi da utilizzare intelligentemente le informazioni di cui siamo in possesso. Purtroppo, attualmente usiamo ed abusiamo in maniera impropria della scienza e della tecnologia. Sprechiamo le nostre menti più avanzate e le risorse del pianta, in armi e altri strumenti di distruzione.

GuardandoLa durante un'intervista del 1974 (a Larry King di allora), risulta sicuramente sorprendente in termini di previsione del futuro della società e suggeriva modi alternativi di pensare. Qual è stato il feedback da Lei ricevuto a riguardo negli anni '70 's e che qual è quello di oggi?

Ci fu un feedback scarso a quel tempo perché le condizioni erano lontane dall'essere stabili. Fu solo quando la società divenne meno prospera per la maggior parte delle persone, che l'interesse aumentò. Se il film Zeitgeist Addendum fosse stato fatto 10 anni fa, non avrebbe ottenuto tanto interesse. Le condizioni sociali, e non la volontà dei singoli, sono le principali responsabili del cambiamento sociale.

Si è mai chiesto "perchè siamo qui?"

La domanda "perchè siamo qui?" è una domanda filosofica che non ha alcun riferimento. Sono stati fatti tentativi da parte di vari teologi per rispondere a questo. La nostra risposta è che noi siamo qui come un prodotto dell'evoluzione. La risposta scientifica non è una questione del "perché siamo qui", è invece "quali sono i processi che generano forme di vita differenti." Attraverso questa tematica anche nel libro da me scritto "The Best That Money Can't Buy", a pagina 19 nel capitolo "Dalla Superstizione Alla Scienza".

E poi l'ultima domanda Mr.Fresco: secondo Lei, qual è la più grande rivoluzione che può essere realizzata oggi?

Il Venus Project è un progetto che può essere realizzato oggi, ma non dipende solo da me, dipente da ciò che tutti fanno per aiutare a realizzarlo.

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